Bandiera Germania

Si dice di solito che dove c’è famiglia c’è casa, ma in realtà il sentirsi a casa dipende da un fattore molto più elementare, che ci segue da sempre, così come la famiglia ma che rimane nascosto, dimenticato e dato per scontato. Sto parlando della nostra lingua madre.

Essa è il primo elemento distintivo, in grado di comunicare immediatamente una certa appartenenza; dal gruppo sociale, alla provenienza geografica. È un vero e proprio documento di identità che è in grado di dire molto sul nostro conto e viceversa diventa la prima cosa di cui sentiamo una forte necessità nel momento in cui smette di funzionare. Quando siamo all’estero, per esempio, e non riusciamo a farci capire o quando andiamo in un’altra regione e quindi sentiamo parole mai udite prima.

Il tedescoAl contrario, è una sensazione bellissima, quando in giro per strada, in un posto nuovo, il nostro orecchio coglie quel piccolo accento, quella parola, quella cadenza della voce, che tanto suonano famigliari, e subito testa e cuore scattano, perché in qualche modo si è ritrovato un pezzetto di casa, un parente che non si era mai conosciuto. Questo è il bello della lingua, ma ancora di più del dialetto.

Anche Stoccarda e in generale la regione del Baden-Württemberg ha il suo dialetto distintivo, quello alemanno, parlato da circa 10.000 di persone divise in numerosi altri Paesi europei che hanno subìto durante la storia la sua influenza. Le zone in cui viene parlato l’alemanno sono per esempio la Baviera, l’ Alsazia, tutta la Svizzera tedesca, il Vorarlberg (Austria), la Valle d’Aosta e il Piemonte, fino a raggiungere un’area della Romania.

Visto che il dialetto è parlato in così tante aree diverse, è sorta la necessità di elencare una specie di suddivisione dei differenti alemanni, per così dire, in modo tale da distinguerli e assegnarli geograficamente.

Nella zona del Baden-Württemberg, soprattutto nelle città di Stoccarda, Ulma, Reutlingen, Tubinga e Augusta, viene parlato lo Schwäbisch, che per certi versi è molto simile al dialetto bavarese.

Questo dialetto risente di alcune influenze della lingua celtica, contiene infatti parole con radici simili, come per esempio la parola keja (“cadere”). Inoltre ha comportamenti fonetici diversi rispetto agli altri dialetti alemanni. Per esempio, i fonemi tedeschi hûs, îs diventano hous, eis e non huus/hüüs, iis.

Lo Schwäbisch contiene poi diverse piccole varianti al suo interno che vengono chiamate Oberschwäbisch o Alto Svevo, Unterschwäbisch o Basso Svevo, Allgäuerisch, parlato nel Sud della Svevia, il Templer-Schwäbisch e il Sathmarisch, che sono fra le varianti dello Schwäbisch parlate fuori della Germania.

Più a sud abbiamo il Bodenseealemannisch, che è un dialetto intermedio tra Schwäbisch e Niederalemannisch, che viene parlato principalmente nel Vorarlberg settentrionale (Austria), nelle regioni del Baar e del lago di Costanza.

Altra varietà è il Niederalemannisch, basso alemanno, parlato in alcune aree del Baden-Württemberg, della Svizzera, dell’Alsazia e del Vorarlberg, coprendo quindi una vasta area e dividendosi in altre quattro sottovarianti: il Südbadisch, parlato nel sud del Baden, l’Oberrheinalemannisch, l’Allgäuerisch, parlato nella regione dell’Allgäu (Baviera) e il Wälderisch (o Vorarlbergisch), parlato in alcune valli del Vorarlberg.

L’Oberreihnalemannisch è a volte usato come sinonimo anche per indicare il dialetto dell’alto Reno, area che copre il cantone di Basilea in Svizzera, detto Baseldeutsch e le città nella zona di Colmar e Strasburgo in Alsazia, detto Elsässisch.

Come ultimo tipo abbiamo l’Hochalemannisch, l’alto alemanno, che è un insieme di dialetti parlati nella Svizzera tedesca, in Liechstenstein e in alcune aree dell’Alsazia. La caratteristica principale di questo dialetto è il suono della /k/ che diventa fricativo X e non kʰ o kx come in Basso Alemanno. Anche questo dialetto ha le sue varianti minori che sono l’Hochalemannisch, il Leichstensteinisch e lo Schweizerdeutsch. Quest’ultimo presenta anche differenze interne a seconda che si rimanga nella parte orientale o nella parte occidentale della Svizzera germanofona.

Volksfest-StuttgartEd eccoci arrivati alla fine. Decisamente un bel numero di informazioni, nomi e posti elencati tutti di seguito. Difficile distinguerli e seguirne il senso, ma fondamentalmente bisogna solo capire che la lingua si evolve e cambia con i suoi parlanti. È un organismo vivo così come lo siamo noi e la confusione delle sue diverse forme non ne è altro che una diramazione e diretta conseguenza di questa sua naturale propensione all’adattamento.

Prova schiacciante di quanto detto è che il dialetto alemanno è arrivato anche oltreoceano, raggiungendo il Sudamerica. Tra le sue varianti abbiamo l’Alemàn coloneiro, parlato il Venezuela da parte di emigrati tedeschi e sviluppatosi intorno al 1843 e l’Argentinien-Schwyzertütsch, parlato in Argentina da immigrati svizzeri di origine tedesca.

Un’evoluzione e diffusione incredibile e sicuramente mai neanche creduta possibile. Probabilmente perché spesso ci dimentichiamo che per sentirci a casa basta dire la parola giusta e con un po’ di fortuna essere capiti.

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